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Scritto da Glicerio Taurisano
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lunedì 19 dicembre 2011 |
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Oggi, attraverso le tante applicazioni, scambiamo miliardi di dati personali, aziendali, sensibili, i quali certamente non riposano tra le maglie della rete, ma sono prede di spietati cacciatori i quali non solo sono vigili ad arraffare informazioni rese pubbliche o scambiate, attraverso le più note applicazioni web e della telefonia, ma con esperto fare si insinuano tra i social network e la telefonia mobile per arricchire i “crime data base” ed utilizzarli per gli scopi più affini al crimine informatico e non.
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 19 dicembre 2011 )
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