Mer. Giu 19th, 2024

Il quesito che il giudice per le indagini preliminari (G. I. P.) nei casi di presunto abuso sessuale su minore, pone all’esperto psicologo, all’interno di una perizia psicologica riguarda: l’idoneità a rendere testimonianza, la credibilità psicologica ed il comportamento all’interno del fatto per cui si procede.

Lo psicologo deve effettuare delle indagini approfondite circa il profilo cognitivo del minore, quindi deve valutare come si esprime, quanto comprende (il linguaggio), la memoria (a breve e a lungo termine) osservare la comunicazione non verbale e le condizioni psicologiche.

Spesso nel quesito vi è anche la sezione relativa agli indicatori specifici di abuso, ma la comunità scientifica tiene a ribadire che “non esistono indicatori specifici di abuso”, in quanto vero è che dopo che un soggetto ha vissuto un trauma possono insorgere in lui determinati sintomi quali: spossatezza, fallimento scolastico, depressione reattiva, encompresi, emicranie, mal di stomaco, enuresi notturna, ansia, isolamento sociale, disturbi del sonno, regressione, tensione generalizzata, bassa autostima, comportamenti autolesionistici.

Determinati disturbi concorrono all’inquadramento nosografico del “disturbo post traumatico da stress ove si assiste ad una disorganizzazione della personalità dovuta ad un fatto evento che ha destabilizzato psicologicamente un soggetto. La fase di riorganizzazione dipende molto dalla strutturazione della personalità.

A differenza di alcuni sintomi specifici che non sono appurabili all’interno di una perizia psicologica, ma da un accertamento medico, ovvero: infezioni al tratto urinario, sanguinamento vaginale. Perdite vaginali, problemi o infezioni ai testicoli. I vari sintomi possono emergere, all’interno della perizia, quando l’esperto approfondisce la parte dell’anamnesi e nell’esame psicologico.

Il periziando può vivere una situazione di stress legata anche all’iter processuale, ovvero il presenziare all’audizione protetta e alla perizia psicologica, pertanto è possibile trovare un minore che abbia un atteggiamento remissivo, un rifiuto nel comunicare, umore abbassato, confusione psicologica o che provi vergogna o senso di colpa.

Per far fronte a situazioni di disagio, del minore, è fondamentale che il perito spieghi in maniera esaustiva quanto si andrà a fare e soprattutto la metodologia della perizia psicologica.

Bibliografia

Malagoli Togliatti M., Sabatello U., “Problematiche psichiatrico- forensi nella testimonianza di soggetti, in Maltrattamento e Abuso all’infanzia, vol. 6, num. 2 Franco Angeli, Milano, 2004.

Mazzoni G., “Si può credere ad un testimone?”, Il Mulino, Bologna, 2005.

Micoli A., “Metodologia della perizia psicologica nell’abuso sessuale sul minore”, Amon, 2011.

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