Attraverso un attento studio dellevoluzione umana e delle emozioni, eseguito sia ad un livello neuro fisiologico che psicologico e sociale, appare evidente, anche ad un occhio poco attento, il ruolo che la paura riveste nella salvaguardia dellintegrità fisica e morale sia del genere umano che di quello animale.
La paura, infatti, produce nellessere vivente, meccanismi di risposta, naturali o istintivi, in grado di mettere corpo e mente in condizione di rispondere adeguatamente ai continui stimoli di pericolo, che accompagnano la nostra quotidianità. La difficile definizione scientifico-sociale di quellemozione comunemente definita paura, crea nellimmaginario sociale forte confusione; a molti risulta, in effetti, complesso isolare il concetto di paura da quello di pericolo (esperienza esterna allemozione umana e ad essa non collegato). Si tende, infatti, a sovrapporre i due concetti, paura e pericolo, erroneamente si ritiene che si tratti della stessa cosa, che siano cioè due aspetti della medesima emozione; ma in realtà, paura e pericolo, anche se indissolubilmente legati tra loro sono due entità diverse ed autonome. Il pericolo, infatti, è un evento assolutamente oggettivo esterno e non dipendente dalla mente delluomo.Ogni evento che accade intorno a noi, invia al cervello uno stimolo, un messaggio, che viene immediatamente filtrato, sia dal trascorso emotivo che dallesperienza di vita; passaggio questo, indispensabile alla realizzazione degli eventi. Nella mente umana, numerose sono le variabili che possono sensibilmente modificare la valutazione dellevento osservato o vissuto, offrendo anche una corretta valutazione del possibile pericolo che quel evento può provocare. Conoscenza, esperienza e addestramento (formazione), sono fattori importanti per filtrare la percezione del livello di pericolo dellevento, che giungerà alla nostra mente. La risposta emotiva e fisica posta in essere come reazione allo stimolo è definita PAURA; la paura è dunque la risposta emotiva interna a un evento indipendente esterno (PERICOLO); risposta che ha la funzione di salvaguardare lindividuo e garantirne la sopravvivenza. La paura è un meccanismo funzionale che ha permesso al genere umano di affrontare pericoli ed attivare, in risposta a questi comportamenti efficaci. La paura può essere considerata come un interruttore interno in grado di accendere la nostra barriera protettiva, stimolando una rapida concentrazione delle forze di difesa. Percepire paura da un oggetto o da una persona/animale, significa essere nella condizione di apprezzarne la pericolosità, garantendosi la possibilità di affrontare efficacemente leventuale situazione traumatica che si potrà sviluppare; questa emozione consente di affrontare il nemico-pericolo in modo vincente, non offrendo mai una completa esposizione ma un avvicinamento controllato, lento e soprattutto cauto.
Ogni evento che accade intorno a noi, invia al cervello uno stimolo, un messaggio, che viene immediatamente filtrato, sia dal trascorso emotivo che dallesperienza di vita; passaggio questo, indispensabile alla realizzazione degli eventi. Nella mente umana, numerose sono le variabili che possono sensibilmente modificare la valutazione dellevento osservato o vissuto, offrendo anche una corretta valutazione del possibile pericolo che quel evento può provocare. Conoscenza, esperienza e addestramento (formazione), sono fattori importanti per filtrare la percezione del livello di pericolo dellevento, che giungerà alla nostra mente. La risposta emotiva e fisica posta in essere come reazione allo stimolo è definita PAURA; la paura è dunque la risposta emotiva interna a un evento indipendente esterno (PERICOLO); risposta che ha la funzione di salvaguardare lindividuo e garantirne la sopravvivenza. La paura è un meccanismo funzionale che ha permesso al genere umano di affrontare pericoli ed attivare, in risposta a questi comportamenti efficaci. La paura può essere considerata come un interruttore interno in grado di accendere la nostra barriera protettiva, stimolando una rapida concentrazione delle forze di difesa. Percepire paura da un oggetto o da una persona/animale, significa essere nella condizione di apprezzarne la pericolosità, garantendosi la possibilità di affrontare efficacemente leventuale situazione traumatica che si potrà sviluppare; questa emozione consente di affrontare il nemico-pericolo in modo vincente, non offrendo mai una completa esposizione ma un avvicinamento controllato, lento e soprattutto cauto.
Significativa è lesperienza di Andrea, paracadutista:
Era molto tempo che non volavo, lultima volta che avevo saltato il lancio era andato bene, avevo avuto solo un piccolo problema allatterraggio, non ero riuscito a frenare correttamente ed ero rovinosamente caduto, senza conseguenze ma con una discreta figuraccia, la voglia di volare non mi è mai passata ma quella sensazione di disagio frenava la mia voglia di salire in aereo; avevo paura non mi sentivo più tanto sicuro.
Quel giorno per caso in aeroporto venne un mio amico e mi chiese di saltare con lui, mi feci coraggio ed accettai. Fu difficile ogni movimento dedicato alla preparazione, ero divenuto attento e meticoloso, volevo scongiurare ogni possibilità che qualcosa andasse storto, perché ero consapevole che in tal caso avrei potuto non essere emotivamente pronto.Il volo in aereo fu teso, ricontrollavo il materiale ogni istante e nella mente ripetevo ogni gesto, ogni manovra che avrei di lì a poco compiuto in volo. Si sono aperte le porte e sono saltato, la memoria del rovinoso atterraggio ha accentrato la mia attenzione togliendomi il piacere di ciò che stavo facendo, aperta la vela lansia è aumentata, ma poi, forte delle centinaia di perfetti atterraggi al mio attivo, mi sono concentrato e ho eseguito un atterraggio perfetto, finendo il salto piacevolmente.Sinceramente laver avuto qualcuno che condividesse con me il salto mi ha aiutato a superare il freno che dentro di me si era creato e a cancellare ogni scusa che a me stesso proponevo per non saltare.
Lesperienza soggettiva ed il vissuto fenomenico della paura, è rappresentato da un senso di forte spiacevolezza ed un intenso desiderio di evitamento nei confronti di un oggetto o situazione giudicata pericolosa. Dai risultati di molte ricerche empiriche si giunge alla conclusione che potenzialmente qualsiasi oggetto, persona o evento possa essere vissuto come pericoloso e quindi indurre nellindividuo unemozione negativa di paura. La variabilità di detta valutazione è assoluta, non si è quindi in grado di stabilire quali elementi possano incidere sulla personale percezione. La minaccia può persino generarsi dallassenza di un evento atteso o può essere diversamente valutata ed interpretata da momento a momento, anche se presentata allo stesso individuo, inoltre la stessa azione se collocata temporalmente o geograficamente in situazioni diverse assume significati distinti: un incontro con uno sconosciuto in pieno centro città a mezzogiorno può essere unesperienza interessante e curiosa, mentre di notte magari in una stazione ferroviaria diversamente può risultare unesperienza negativa.
Lesperienza negativa di paura può essere di natura innata oppure appresa; nel primo caso si tratta di unemozione non dipendente da esperienze vissute o acquisite ma da eventi che mettono in pericolo la sopravvivenza stessa dellindividuo, un esempio tipico è quello riferito alla paura innata per laltezza; ognuno di noi di fronte ad un precipizio comprende la pericolosità intrinseca dellatto di lanciarsi nel vuoto, ed evita in modo del tutto naturale, quindi innato, questo evento. Si tratta di paure apprese, quando ci si riferisce ad uninfinita varietà di stimoli correlati ad esperienze dirette, o tramite lassociazione per vicinanza temporale o spaziale ad uno stimolo originariamente fonte di paura (es. il rivivere esperienze negative viste al telegiornale).
I fattori fondamentali risultano comunque essere la percezione e la valutazione dello stimolo come pericoloso o meno. La paura identifica esclusivamente unemozione presente o presunta per il futuro, sia esso immediato che successivo, una condizione pervasiva ed assolutamente imprevista, o un semplice stato di preoccupazione e di incertezza rivolto a sé stessi o ad altri. Il continuo sviluppo tecnologico e la scoperta scientifica contribuiscono fortemente alla chiusura di molte porte a vecchie paure generate da superstizioni, ignoranza, convinzioni religiose o magiche, fornendo spiegazioni ad eventi naturali e trovando rimedi medici a patologie fisiche. Se da un lato il progresso contribuisce a sanare vecchie paure, dallaltro inevitabilmente crea nuove ansie a volte ben più gravi e con effetti più disastrosi, ampliando i dubbi e le perplessità su ciò che ancora non ci è dato sapere o su ciò che con la scienza non si può spiegare.
A conferma di quanto asserito, basti pensare allo sviluppo nel tempo della medicina, che ha permesso di superare la paura di morire per malattie semplici e di facile contagio come la varicella o la parotite, ma che ha consentito la scoperta di nuove e più letali patologie come lA.I.D.S., malattia per la quale ancora non si è trovata una cura. Paradossalmente lo sviluppo della conoscenza aumenta la consapevolezza di ignoranza, e la paura da essa prodotta. I meccanismi di risposta alla paura, possono essere canalizzati per migliorare la nostra emotività e la qualità della vita: comprendere che la paura è unalleata delluomo e non una sua nemica, consente di penetrare meglio la nostra emotività affrontando con razionalità gli eventi che ci coinvolgono.
Lattuale insicurezza sociale che avvolge fortemente il nostro vivere ed il complesso intreccio politico e religioso, che tanto ci condiziona anche nei semplici rapporti personali, ha modificato in molti la percezione dellesterno, frenando la naturale curiosità umana verso il nuovo, ed al contrario aumentando la diffidenza. Da unattenta osservazione dei comportamenti umani, si può affermare che la paura tipica del nostro tempo è rivolta al diverso. Indubbiamente il terrorismo, specie dopo i tragici eventi del 2001 ha segnato una svolta nellimmaginario collettivo, che fino ad allora aveva sempre ritenuto la politica del terrorismo un affare di Stato, pertanto limitato a determinate categorie di persone, questo nonostante la storia ci abbia da sempre insegnato che il terrorismo colpisce i simboli ed il popolo è il simbolo per una nazione.
Ritenere di essere continuamente delle potenziali vittime e non poter fare nulla per evitare lipotesi di rimanere coinvolti in una strage, ha indotto luomo a identificare un capro espiatorio per le sue paure, caricando altri di responsabilità che non gli appartengono. Lansia e la paura generalizzata che oggi maggiormente stimolano la mente delluomo, sono dettate da tutto ciò che è diverso; l antico etnocentrismo, convinzione di superiorità della propria etnia, oggi si è evoluto, portando a ritenere superiori le altre etnie perché potenzialmente pericolose. Nessuna società oggi ha una struttura sufficientemente forte, da vincere il confronto. Curioso, in termini di sicurezza, pensare che la maggior parte degli allarmi bomba, scattino nel momento in cui un arabo abbandona una valigia e quasi mai, quando la stessa operazione viene compiuta da un uomo di origine occidentale.
