Al giorno d’oggi si è abituati a considerare come fisiologici quei rischi ai quali un adolescente deve “impattare” per il proprio percorso di sviluppo e di crescita; le sfide che, egli, lancia al mondo adulto per poter riuscire ad affermare la propria identità, i pericoli che rischia per riuscire a mettere alla prova un corpo che è a sua disposizione ben più di quanto non lo fosse nell’infanzia.
Gli adolescenti, inoltre, mettono in atto molteplici atteggiamenti al fine di essere popolari e che, inevitabilmente, fanno correre loro una miriade di rischi.
Basti pensare a ciò che propone il palcoscenico online: ovvero le condotte di sexting, le molte forme di cyberbullismo, le istigazioni a gesti rischiosi o autolesivi, la diffusione di informazioni sul consumo di sostanze e su come riuscire a procurarsele.
Inoltre vi sono le «Gang» di quartiere e le riprese audiovisive, ove emergono la rabbia e la violenza dei giovani, tramite le risse in piazza.
Mentre con le video riprese si evidenzia l’effetto di spettacolarizzazione e di enfatizzazione che diviene importante, per gli adolescenti, in quanto il finire online e farsi vedere da tanti, è un grande vanto.
Alcune volte questa rabbia nasce in famiglia e si porta all’esterno, in special modo è ciò che avviene nelle famiglie multiproblematiche, nelle famiglie in cui vi sono le relazioni conflittuali tra i genitori, o vi è una psicopatologia di uno dei due genitori, o nelle famiglie in cui vi sono stili educativi disfunzionali.
Una ricerca pubblicata sulla rivista Psychology Today, ben il 70 per cento circa dei minorenni sarebbe “malato” di narcisismo.
Fin da piccoli i nostri giovani sono abituati ad essere elogiati dai genitori, crescendo si abituano a sentirsi molto «speciali», dotati di qualità superiori rispetto agli altri; da una parte la famiglia e dall’altra il mondo scolastico e quello sportivo evidenziano continuamente e costantemente basati sulla competizione.
Il narcisismo è un tratto di personalità caratterizzato da un eccessivo amore per sé stessi ed una costante ricerca di ammirazione e gratificazione da parte del prossimo, tutto ciò può generarsi fin dalla prima infanzia, ma è maggiormente evidente nell’età dell’adolescenza o nell’età adulta.
Il soggetto narcisista è incapace di provare empatia, ovvero di mettersi nei panni delle persone con cui interagisce e che molto spesso danneggia o ferisce, ed è alieno a qualsiasi senso di colpa. Studi condotti nel campo della psicologia hanno dimostrato che tra i 18 e i 25 anni, in particolare, si riscontra un’impennata dei comportamenti narcisistici.
Sovente all’interno di questa tappa l’individuo cerca l’affermazione sociale, infatti desidera entrare a far parte di gruppi di pari e si valorizza sempre più l’immagine di sé stesso.
Nondimeno, è fondamentale tenere presente che il narcisismo può avere delle forme più o meno gravi e che la sua totale maturazione è il risultato di vari fattori, come l’ambiente familiare, l’educazione avuta e l’esperienza personale.
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