Ancora instabilità in Somalia
Scritto da Alessia Chiriatti   
giovedì 13 novembre 2008 22:41

I fondamentalisti islamici conquistano Elasha e i pirati nel Golfo di Aden cercano di sequestrare una nave danese: fotografia di un paese al collasso.

Secondo i dati dell’International Maritime Bureau la situazione in Somalia è davvero preoccupante: i casi di pirateria nel Golfo di Aden e nei mari somali è raddoppiata. 63 dei 199 casi di pirateria registrati sono avvenuti nei mari del Corno d’Africa. L’ultimo attacco il 12 novembre: la Marina Russa ha reso noto che due navi da guerra hanno respinto una nave somala che tentava di attaccare un’imbarcazione danese. ''Gli assalti dei pirati sono stati respinti attraverso lo sforzo congiunto della nave da guerra russa e quella britannica (la fregata Cumberland)'', ha spiegato la Marina aggiungendo che nell'operazione sono stati utilizzati elicotteri di entrambe le forze. ''I pirati avevano cercato di attaccare la nave danese (la Powerful) utilizzando fucili d’assalto”, continua la dichiarazione. Per evitare altri incidenti di questo tipo, la Russia ha predisposto la scorta per diverse navi della fregata Neutrashimy (Impavida) che navigano al largo delle coste somale. Ma a intervenire non è soltanto la Russia: si mobilita anche l’Unione Europea, che ha lanciato il 10 novembre una vasta operazione anti-pirateria. L’operazione è stata chiamata Atlanta. I 27 Ministeri della Difesa hanno stabilito che le navi dell’Unione Europea proteggeranno le imbarcazioni in transito e quelle che trasportano aiuti dell’Onu e di Ong dirette in Somalia. La missione Atlanta è composta da almeno sette navi, tra le quali ci saranno tre fregate e un’imbarcazione per l’approvvigionamento. È prevista anche la presenza di velivoli di sorveglianza. Tra gli stati aderenti anche la Norvegia, che non fa parte del blocco europeo. Anche il presidente somalo, Abdullahi Yusuf Ahmed, ha lanciato un appello al Paese e alla comunità internazionale per combattere il fenomeno sempre più preoccupante della pirateria.
All’interno del diritto del mare si può menzionare La Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, che ha definito i diritti e le responsabilità degli Stati nell’utilizzo dei mari e degli oceani. Ratificata nel 1994, circoscrive le cosiddette acque interne, acque territoriali, insieme a arcipelaghi, zone contigue, zone economiche esclusive e piattaforme continentali. Il mare tuttavia rimane un dominio anarchico. L’International Maritime Bureau specifica quanto gli attacchi di pirateria più recenti siano mirati alla violenza: nel 2003, in 445 attacchi ci sono state 92 vittime e 359 ostaggi. Con le nuove tecnologie, i pirati si sono rinnovati e utilizzano strumenti d’attacco all’avanguardia. Lo stretto rapporto tra la pirateria somala e il terrorismo islamico aleggia come una certezza: proprio oggi i fondamentalisti islamici hanno conquistato Elasha. In più la pirateria avrebbe enormi scopi economici: la maggior parte del petrolio e dei combustibili fossili viaggiano in acque infestate dai pirati. Tuttavia questo non è un problema prettamente somalo: situazione simile in Sri Lanka, Colombia e Nigeria.