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Lettera del dott. Franchi sull'Intelligence PDF Stampa E-mail
Scritto da Glicerio Taurisano   
domenica 08 marzo 2009 00:06

Caro Direttore, ho letto e riletto la lettera del dott. Massimo Franchi a Te inviata e in squisita lettura posta sul sito Crimelist in merito all’incontro tenuto, dall’Amm. Osvaldo Toschi, sul tema Intelligence in quel di Traversetolo (PR).

Il dott. Franchi mi scuserà se azzardo riposta per stessa via sperando che della presente ne faccia lettura.

Ebbene, la Sua lettera merita la rilettura, perché piena di sincerità e ricca di rispetto verso l’Istituzione Intelligence, nonché verso l’Amm. Toschi (il quale non ho pregio di conoscere ma senz’altro Uomo di grande significato morale ed istituzionale) ma soprattutto, ne esalto una frase che esprime, nel suo pieno significato, un pragmatismo eterogeneo da quello che negli anni si è cercato, voluto, far emergere dalle piaghe sconnesse di inservibili e false forme accusatorie: “… situazione che ancora alcuni faticano a comprendere: il ruolo dell’intelligence nel proteggere la democrazia, sia all’interno che all’esterno …”

Lei dice bene quando afferma che il termine Servizi Segreti ha un eccezione negativa facendo affiorare scheletri del passato, ma devo, per dovere di rispetto verso alcune verità poco note, dire che, probabilmente, gli spettri di “ieri” sono frutto di errori di “oggi” o meglio di errori che continuiamo a commettere nel nostro Paese verso un Istituzione che come Lei ben denota, di fondamentale importanza per la difesa della Democrazia.
Non dimentichiamoci delle gogne che per anni hanno preso il posto in prima pagina sui maggiori quotidiani nazionali nelle quali, purtroppo, dentro non vi erano poste le teste di questa o quell’altra persona, ma un Istituzione intera: i Servizi Segreti Italiani, l’ Istituzione di gran lunga più discussa che conosciuta.
Errori fatti e rifatti i quali ancor oggi contribuiscono a far emergere quei “fantastici” spettri a cui si riferisce e sicuramente non gioviali alla nostra Nazione.
Di contro, devo senz’altro essere più incisivo sulle scelte politiche e/o sulla scarsa “cultura” che la politica ha manifestato negli anni sull’Intelligence Italiana, cosa che sembra, negli ultimi tempi addivenire verso un ricercato senso di conoscenza, verso obiettivi di lettura molto più chiari e conformi alla vera natura di un Servizio Segreto, piuttosto credere che le “deviazioni” esprimessero la vera ragione del loro esistere.
L’Italia ancora oggi abbonda di “grandi conoscitori” di Intelligence, se ne incontrano tanti e sempre più variegati, ma guarda caso, esperti che per la maggior parte non hanno mai speso una sola parola propositiva verso i Servizi di Intelligence; Lei cita l’Amm. Fulvio Martini, ebbene, è proprio una sua frase che desidero ricordare in merito: “… si diffidi dei falsi esperti dei quali questo Paese abbonda …
Per cui, ben vengano inesperti ed ignoranti poiché saranno proprio loro a creare cultura, piuttosto esperti e conoscitori e far di un grande e fondamentale sistema di difesa, uno strumento di devianza e approssimativismo opportunistico.
Traggo, chiarissimo dott. Franchi, pieno ed apprezzabile sentimento di gioia nel leggere righe di positiva opinione verso tale Istituzione, anche se Lei lo fa attraverso la figura dell’Amm. Toschi, si nota ed è indubbia la sincerità con cui ne manifesta l’essenza di rispetto.
Ciò è pressoché configurabile in un nobile, quanto ricco disegno del quale cerco, in punta di piedi, di vedere raffigurato: “cultura di intelligence” da parte dell’opinione pubblica, della politica e dei media, nonché del rispetto verso tale Istituzione, verso il senso di stato e la democrazia.
Immane è il lavoro da fare in tal senso, ne è vero, ma non impossibile, non utopico: l’Italia Nazione, anche se da polveri del passato, seppur senza mai dimenticare, deve risorgere e risorgere alla grande, attraverso il contributo dei suoi Cittadini, della sua Politica, della sua storia e cultura, e non da ultimo attraverso contributi come i Suoi, genuini, sinceri e propedeutici per la “cultura di intelligence”.
Leggere righe di apprezzamento sull’Intelligence Istituzionale, scritte da penne professionali del giornalismo, non è cosa di tutti i giorni e ahimè pressoché rare sono le volte che questo accade, ma i media hanno un ruolo fondamentale in questo disegno che sopra accennavo, poiché essi sono i principali canali per dirigere idee, ricerche, studi ed opinioni nell’accentrare la “cultura di intelligence” verso una Comunicazione chiara e importante accrescendone i valori morali, civili ed istituzionali senza i quali un popolo stenterebbe a riconoscersi parte integrante di una comunità democratica e desiderosa di progredire.
E’ per questa ragione che ho sentito il desiderio di dar prosieguo alla Sua lettera, perché ritengo importanti iniziative come quelle dell’Amm. Toschi e fondamentali nonché di gran supporto i commenti come quelli da Lei espressi, forgiando con marcato senso di onore la stima che Lei ma che gli Italiani tutti devono verso quegli Uomini che, come appunto Lei dice, hanno saputo così bene riservare e custodire negli anni la professionalità, ma non solo, aggiungendone anche l’ onestà e l’appartenenza allo Stato, nonostante gli sconvolgimenti accaduti e riversatosi sulle teste di galantuomini a servizio della Nazione.
Lei dott. Franchi, nel descrivere la figura dell’Amm. Toschi ha descritto lo stereotipo dell’Uomo dell’Intelligence, l’ archetipo dell’Agente dei Servizi di Sicurezza, ed è anche per questi Uomini che siamo fieri ed orgogliosi di essere Italiani.
Si dedichino i media a discutere di più sull’Intelligence, se ne scriva pure e se ne scriva tanto, ma lo si faccia, appunto, raccontando anche quello che racconta Lei, ricordando questi Uomini e ricordando quando importante sia l’esistenza di questa Istituzione per difendere la nostra Democrazia, la nostra Libertà.
Grazie.
 
 
Ultimo aggiornamento ( domenica 08 marzo 2009 16:01 )
 
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