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Italia a"Rischio Intelligence" PDF Stampa E-mail
Scritto da Fulvio D'Amico   
domenica 25 novembre 2007 12:44

E' stata pubblicata oggi l'intervista da parte del "Corriere della Sera" a Kari Yusuf Ahmadi, principale portavoce del movimento talebano.

«Colpiremo ancora gli italiani». Questa è l'affermazione chiave di tutta l'intervista. Ahmadi afferma che l'obiettivo "ITALIA" sarà preso di mira a prescindere dall'opera svolta.

Questa situazione è già stata analizzata dall'intelligence nella scorsa relazione. Aumentano i rischi e le responsabilità per il contingente italiano. Il 6 dicembre infatti assumerà il comando Isaf per la regione di Kabul. Un ruolo di vertice che espone i soldati a rischi maggiori. Già nella relazione inviata nel giugno scorso al Parlamento, il Sismi affermava come «il fronte antigovernativo, in grado di operare con tattiche diversificate, ha mostrato di accordare crescente preferenza all’opzione terroristica, con un ampio ricorso agli Ied e alle azioni suicide, che accosta il teatro afghano a quello iracheno».

Sono variate le tattiche di attacco. Precedentemente infatti, i terroristi cercavano (ed ottenevano) il consenso del popolo causando attentati esclusivamente nei confronti di militari. Ad oggi invece la situazione è stata modificata. Lo scopo è quindi quello di creare pressioni sui governi occidentali affinché ritirino le truppe e instaurare un clima di terrore nella popolazione per evitare che subisca l’influenza del mondo occidentale.

Il perchè siano stati presi di mira gli italiani potrebbe far supporre ad un indebolimento dell' intelligence. Non è un caso se proprio nei giorni scorsi sono stati allontanati centinaia di agenti dalle fila delle Agenzie di Sicurezza (AISE, AISI). Con l'immancabile rischio che si siano perse esperienze e competenze accumulate in settori come il terrorismo interno e internazionale. O addirittura contatti preziosi in zone calde. Questo però non può bastare a giustificare la scelta talebana. Bisogna analizzare anche altri fattori.

In primo luogo vi è l'incertezza politica che affligge il nostro Paese. Dove schieramenti diversi creano sofferenze circa il naturale compito delle Forze Armate e di Sicurezza.

Successivamente bisogna considerare l'attuale riorganizzazione delle strutture di intelligence, tutt'ora agli inizi. Man mano che la definizione dei regolamenti attuativi della riforma fornira' gli strumenti adeguati, sarà possibile contare su strutture efficaci e professionali, come lo sono state fin'ora, malgrado i tentativi sempre più numerosi di discredito.

Ultimo aggiornamento ( martedì 10 febbraio 2009 21:07 )
 
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