Le Analisi
Intelligence
3D Face Recognition Systems | 3D Face Recognition Systems |
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| Scritto da Andrea Bichiri | |
| martedì 02 ottobre 2007 14:26 | |
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Fino a poco tempo fa era fantascienza, ma adesso il riconoscimento facciale biometrico è diventato realtà. E’ già utilizzato in varie parti del mondo, dall’Inghilterra agli Usa, dall’Australia al Canada dove è impiegato con successo da alcune società per controllare le immagini delle persone che entrano in azienda e per monitorare costantemente gli ingressi dei magazzini onde evitare possibili furti.
Solo in Inghilterra (data la capillare presenza di telecamere) le forze dell'ordine hanno finora potuto adottare questo strumento per identificare le immagini dei sospetti. Ma con la diffusione globale dei sistemi di video-sorveglianza (post 11 Settembre) presto tecnologie del genere saranno alla portata di tutte le polizie del mondo.
La peculiarità dei 3D Face Recognition Systems è la capacità di riprodurre in 3D una foto, catturando i minimi dettagli con una precisione eccezionale tanto da riuscire a distinguere due gemelli pressoché identici (almeno secondo chi li produce). Ecco come funzionano: La difficoltà dei sistemi bidimensionali di riconoscimento (fotografie, videotape ecc...), proviene dalla tipologia di dati utilizzati per verificare la somiglianza tra due volti. Questo perché tali dispositivi lavorano su una rappresentazione bidimensionale in una scena tridimensionale. Grazie ai Face Recognition Systems di ultima generazione questo problema viene superato. Le promesse del 3D face recognition sono:
VANTAGGI:
SVANTAGGI
Tecniche per rappresentare un volto 2D IntensityImage: una immagine bidimensionale in cui ogni pixel rappresenta l'intensità della luce riflessa sul quel punto. Il colore di un pixel è dato da come la luce viene riflessa sulla superficie. 3D RangeImage: una immagine bidimensionale in cui ogni pixel rappresenta la distanza tra la sorgente e il punto ShadedModel: una struttura di punti e poligoni collegati tra loro in uno spazio a tre dimensioni. Fase 1 - Acquisizione In questa fase tramite dei vettori (variabili matematiche come linee, poligoni e maglie), è possibile ricostruire le caratteristiche essenziali del volto considerato.
Fase 2 - Pre-processing
Poiché gli strumenti di scanning tridimensionale sono sensibili ad errori di acquisizione occorre avvalersi di alcuni accorgimenti di natura tecnica. In particolare:
Fase 3 - Estrazione delle features Alcune metodologie di estrazione ed analisi delle caratteristiche tridimensionali sono indipendenti dall'orientamento. Non è richiesto alcun allineamento. Tradizionalmente, gli algoritmi di riconoscimento facciale 3D operano sull'analisi della curvatura locale e globale del modello del volto.
Fase 4 - Classificazione e verifica Le tecniche di classificazione hanno l'obiettivo di memorizzare, organizzare ed indicizzare i modelli 3D in un database. Le metodologie sono le stesse applicate al 2D face recognition ma adattate al caso 3D (PCA, non-linear PCA, Fishermapping, ecc). La verifica di identità si ottiene misurando la distanza (euclidea, di Manhattan o di Chebychev) tra coppie di features facciali e fissando un threshold (un valore di riferimento). Facciamo un esempio: Siano r1 e r2 due record da confrontare, sia d la distanza e t il valore di threshold allora: Se d > t allora r1 e r2 non appartengono allo stesso individuo (riconoscimento FALLITO). Se d < t allora r1 e r2 appartengono allo stesso individuo riconoscimento CORRETTO).
Sono state fatte delle prove per stabilire il margine di errore della rilevazione biometrica facciale e si è riscontrato un limite legato all'illuminazione e alle espressioni facciali, naturalmente i critici hanno pensato subito che questo determinasse una certa vulnerabilità del sistema.. Anche il governo inglese ha testato questa tecnologia riscontrando un margine d'errore del 10% nel riconoscimento dei volti.
Il software Gallery, messo a punto da Aurora ha ridotto sensibilmente questo margine portandolo intorno allo zero. Pensiamo a tutte le applicazioni che potrebbe avere questa tecnologia ad esempio in un aeroporto o in banca dove costituirebbe una valida alternativa al codice PIN per i prelievi bancomat o ancora in un locale notturno, una discoteca o una festa per evitare inutili file. Il computer infatti si serve di un algoritmo per relazionare i dati di questo disegno con migliaia di altri volti salvati nell'archivio e successivamente presenta una lista con i volti che più somigliano a questa immagine. Ciò ovviamente non è sufficiente per condannare una persona in tribunale, ma indirizza la polizia verso i possibili sospetti. Fonti: |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 10 febbraio 2009 21:07 ) |
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