CrimeList - Approfondimenti di Intelligence

Condividi


Home Page arrow Le Analisi arrow Intelligence arrow Fondi Intelligence: chi li controlla?
Fondi Intelligence: chi li controlla? PDF Stampa E-mail
Scritto da Fulvio D'Amico   
sabato 16 giugno 2007 12:37
La notizia seguente mi spinge a porre la suddetta domanda.
Nel giro di un decennio i Servizi Informativi di Via Lanza (SISDe) tornano nuovamente alla ribalta con un altro oscuro ammanco statale.
 
Si tratterebbe di circa 300.000 euro spariti dalle casse del Servizio. Questa volta pare sia accusato un Segretario, iniziali A.G, del Reparto Operativo Centrale (ROC).* Ad innescare il tutto sarebbe stata un’impiagata del SISDe che, accortasi di alcune incongruenze nei fogli di viaggio delle trasferte di A.G., ha prontamente avvisato il nuovo Direttore in carica del Servizio (Franco Gabrielli).
 
In pratica A.G. avrebbe pagato due o più volte gli stessi viaggi. Un indagine interna lampo, avrebbe messo alle strette l’agente che alla fine ha ammesso le sue responsabilità.
Tutto bene quindi. O forse no?
 
Alcuni punti sono ancora oscuri:
  • come ha fatto il Gen. Mori a non accorgersi di tale situazione?
  • perchè l’impiegata del Servizio ha atteso il successore di Mori per denunciare questi illeciti?
Ma andiamo ancora più in generale: in pratica quale Organo Istituzionale è predisposto la controllo dei fondi assegnati all’Intelligence Italiana?
 
La legge 801/1977 istitutiva del SISMi (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare) e del SISDe (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica), non chiarisce alcun punto preciso.
Dovrebbe essere il Parlamento a garantire sulla “cassa” dei Servizi. E’ ovvio che ciò è alquanto utopistico. Esistono tuttavia Organi predisposti alla Centralità delle Relazioni (CESIS) nonché alla raccolta delle informazioni stesse (UCSI).
 
Si potrà obiettare che nel 1977 è stato istituito il COPACO (Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti) ma tale organo svolge le proprie funzioni quasi esclusivamente dopo clamorose denunce. Mancherebbe quindi una struttura esterna ai Servizi che svolga compiti finanziari e di controllo regolarmente. Come accade d’altronde nelle Società private dove vi sono notevoli ed ingenti movimentazioni di fondi di denaro.
L’argomento andrebbe dibattuto a lungo ma per il momento lascio l’approfondimento ai lettori attenti, con i loro utili commenti.
 
*un «servizio nel servizio», che risponde esclusivamente al direttore ed è formato da personale da lui stesso selezionato. È il Reparto operativo criminalità (Roc) del Sisde, fondato dall’ex responsabile dell´intelligence civile, Mario Mori, e messo sotto accusa dal senatore e membro del Copaco, Gigi Malabarba (Prc), che parla di «piccolo golpe» da parte di Mori. Nel suo libro di prossima uscita «2001-2006: segreti e bugie di Stato», il parlamentare di Rifondazione definisce appunto il Roc come «un servizio nel servizio, che risponde solo al suo direttore e non alla struttura gerarchica istituzionalmente conosciuta, mentre i suoi addetti sono insindacabilmente selezionati dal medesimo direttore». Palazzo Chigi non ci sta e replica, sostenendo che il Roc è stato «regolarmente costituito con un decreto del 2002». La finalità è quella di «far fronte agli accresciuti impegni istituzionali del Sisde con una struttura a spiccata vocazione info-operativa su tutto il territorio nazionale».
Ultimo aggiornamento ( martedì 10 febbraio 2009 21:07 )
 
< Prec.