Storia

Progetto Madagascar

Con il "Progetto Madagascar" le autorità politiche del Terzo Reich volevano risolvere la question ebraica con la creazione di uno stato ebraico proprio sull'isola del Madagascar. Con questo articolo si porta alla ribalta un caso storico poco conosciuto dal grande pubblico. Un evento rimasto nascosto per troppo tempo nelle pieghe della storia.

Nel Terzo Reich la cosiddetta "questione ebraica" o "judenfrage" trovò una possibile soluzione con la possibilità di farli emigrare, per mezzo delle leggi di definizione, espropriazione e disumanizzazione. Ma tale politica fu solo un palliativo, ovvero un successo momentaneo. Poi con l'invasione della Polonia avvenuta il 1° settembre 1939, la situazione sembrò evolversi; infatti si apriva il "lebensraum" o "spazio vitale" verso l'est europeo, nel quale si pensò di ammassare gli ebrei tedeschi insieme agli altri due milioni di ebrei trovati in Polonia. Così anziché addivenire ad una possibile e definitiva soluzione del problema ebraico, in effetti tale problema aumentava di importanza; quindi i leader nazisti si rendevano conto che anche in questo caso si trattava di una soluzione momentanea per un possibile ulteriore spostamento di tale massa di popolazione ancora verso est, allorquando sarebbe avvenuta l'attacco e l'invasione dell'Unione Sovietica. Tale questione ebraica aumentò di importanza quando furono occupate l'Olanda, il Belgio e la Francia.

Così nacque un folle progetto: trasferire tutta quella massa di ebrei europei nell’isola africana del Madagascar, all'epoca colonia francese. Anche se è bene ricordare che sul finire degli anni trenta e prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, le autorità naziste avevano deciso di far emigrare alcuni ebrei tedeschi a Cuba, e nella Repubblica Dominicana, anche se non se ne farà niente.

A tal proposito, si può visionare il film del 1976 di produzione britannica dal titolo "La nave dei dannati" (voyage of the damned", diretto da Stuart Rosenberg, con Max von Sydow, Faye Dunaway, Oskar Werner, James Mason, Julie Harris, Orson Wells, Fernando Rey, Ben Gazzara, Maria Schell e Katharine Ross, e tratto dall'omonimo romanzo di Gordon Thomas, il quale, basandosi su fatti veri e sulla falsa riga di "La nave dei folli", si racconta di una nave tedesca che salpa nel 1939 dal porto di Amburgo diretta per Cuba con a bordo 937 ebrei in esilio politico. Ma giunti prima a L'Avana e poi nelle acque territoriali statunitensi, non verranno accettati. Tornati indietro, riescono ad avere il permesso di far sbarcare i passeggeri soltanto ad Anversa.

Comunque l'idea di far trasferire gli ebrei d'Europa in Madagascar era venuta già ad un certo Paul de Lagarde, il quale nel 1885, in un acceso antisemitismo che animava la piazza, propose per l'appunto tale soluzione. In tal senso se ne occuperà tra il 1926 e il 1927 perfino il governo polacco di allora.

In quest'ultimo caso, nel 1937 il governo polacco spedì una commissione speciale, formata dal presidente Mieczyslaw Lepecki, e tra l'altro da Leon Alter, il presidente della Associazione ebraica per l'emigrazione, proprio in visita sulla grande isola, anche se praticamente tale possibilità rimase solo sulla carta. Comunque il governo polacco continuò a tenere a galla tale progetto, continuando a tal proposito i colloqui bilaterali con le autorità francesi, da cui il Madagascar dipendeva.

Poi nel 1938 l'idea passò in mano ai nazisti che tramite il ReichsMarschall H. Goering, si propose di far trasferire tutti gli ebrei europei su tale grande isola africana. Quindi sia il ministro Schacht che il ministro von Ribbentrop, quest'ultimo del dicastero degli esteri, si mossero in tal direzione. Poi con la guerra lampo e con la sconfitta francese, i tedeschi diedero un'ulteriore input a rendere operativa e quindi fattibile "l'Operazione Madagascar". In tale direzione si muoverà, fin dal maggio del 1940, perfino il Reichsfuhrer Heinrich Himmler, e lo stesso Hitler che giudicò tale progetto come "molto valida e corretta".

Dello stesso avviso era il Governatore Generale della Polonia, Hans Frank, in quanto la soluzione Madagascar rappresentava l'unica via possibile per liberarsi dell'ingombrante fardello di tutti quegli ebrei che ricadevano sotto la sua giurisdizione. Intanto per rendere attuabile e concreto tale progetto, il ministro degli esteri von Ribbentrop ordinò al suo collaboratore Franz Rademacher di renderlo operativo e quindi fattibile. Quindi tale "Progetto Madagascar" doveva essere inserito nel trattato di pace con la Francia. Così Rademacher stilò un memorandum dal titolo "La questione giudaica nel trattato di pace". Ma di tutto questo, ovvero dello spostamento via mare di quasi 4 milioni di ebrei europei per l'isola del Madagascar, non avverrà per chè la Gran Bretagna non fu sconfitta e quindi controllava indisturbata tutti i mari.

Il fallimento dell'attacco alla Gran Bretagna porterà a considerare il "Progetto Madagascar" totalmente irrealizzabile e porterà pertanto all'unica soluzione possibile: la cosiddetta "soluzione finale", ovvero l'annientamento fisico degli ebrei europei.