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Intelligence e sistema di informazione nella Repubblica italiana

 

Quando un autore di CrimeList si appresta alla realizzazione di un testo sull’intelligence, sono sempre curioso del lavoro che verrà svolto ed in parte orgoglioso per il legame culturale che ci lega.

Nel caso di Glicerio l’orgoglio è doppio essendo uno dei primissimi collaboratori del progetto CrimeList.

L’argomento è di non facile esposizione e si rischia spesso di sprofondare in luoghi comuni o cadere in semplici digressioni storico-politiche.  Inoltre non è solo la trattazione ad essere problematica bensì anche lo studio e la lettura di tali argomenti potrebbe indurre in fallace intellettuali di non poco conto.

L’autore ha però brillantemente superato entrambe le questioni.

L’opera è corposa ma chiara e scorrevole. Il percorso storico iniziale è puntuale e meticoloso, senza faziosità o omissioni. Un lungo excursus necessario ed interessante per comprendere appieno le dinamiche su cui poggiano le nostre istituzioni.

La parte giuridica e normativa è egregiamente discussa e favorisce ulteriori spunti riflessivi lasciati alla libertà del lettore.

Ma rivolgiamo lo sguardo allo sviluppo centrale del tema, direi formativo e didattico. E’ qui che l’autore si supera.  Ciclo di intelligence, Thinkers Strategists, attività investigative comparate, KeyCrime, sono solo alcuni dei concetti affrontati in questo smagliante testo. Il percorso sostenuto è lineare e chiaro. Denota un’indiscussa conoscenza dell’argomento ed una lucidità notevole. Il quadro raffigurato non lascia dubbi, l’analisi è precisa e sistematica. L’autore non si limita a delineare gli aspetti cruciali del tema basilare bensì va oltre l’aspetto descrittivo e dettagliato. Utilizza infatti una metodica spesso sconosciuta ai promotori di tale genere saggistico: l’Analisi.

Qui l’Analisi è il motivo conduttore dell’opera. I contenuti non vengono solo descritti ma sviscerati e scomposti criticamente. Si arriva addirittura ad offrire possibili modelli di ricerca futura e di metodi applicabili. Un’opportunità rarissima in simili ambiti. Vengono studiati tutti gli aspetti cardine dell’attività di Intelligence sia nel settore produttivo che in quello accademico.

Proprio per questa sua particolare peculiarità non credo sia esagerato ritenere questo testo di fondamentale importanza in molti percorsi universitari italiani, dallo studio delle dottrine politiche, ai rapporti internazionali, alle scienze economiche.

Per racchiudere e semplificare il tutto in una frase, questo è il classico caso in cui è lecito affermare: “avrei voluto scriverlo io!”.

 

 

 

Comments   

Silendo
+1 #2 Silendo 2016-03-23 07:13
Bruxelles, perché la strage è legata all'arresto di Salah

Gli attentati rivendicati dall'Isis a Bruxelles, che hanno provocato almeno 31 morti e oltre 200 feriti, sono «una risposta immediata all'arresto di Salah Abdeslam».
E sono da attribuire «alle modalità con cui è stata gestita la sua cattura», ovvero all'eccessiva pubblicità data «alla disponibilità di Salah a collaborare con le autorità».
Quando invece «tutto avrebbe dovuto essere fatto nella massima riservatezza».
Il generale Luciano Piacentini, consigliere scientifico della Fondazione Icsa, il più autorevole think tank strategico italiano, già comandante delle forze speciali del Col Moschin e direttore dal 1986 all'89 della VII Divisione del Sismi, che aveva anche il compito di coordinare la struttura Stay Behind della Nato ,quali sono state le «vulnerabilità di Bruxelles».
sicurezza». (FONTE: Lettera 43.it)
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Crenca
+1 #1 Crenca 2015-11-19 08:00
Complimenti ad entrambi per la passione dimostrata nello studio di questo settore.

CV Crenca
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