Intelligence

Libro Intellligence

Due cose più di altre si sono caratterizzate in Italia nel panorama della disobbedienza culturale, ma non per propria scelta, queste sono i Servizi di Intelligence e il ruolo che essi hanno nella istituzionalità nazionale. 

Fino a qualche anno fa, la letteratura offriva una gamma piuttosto esagerata di testi i quali hanno raccontato i Servizi segreti italiani e con essi l’attività di Intelligence in maniera del tutto o quasi estranea a ciò che realmente questo organismo è stato e rappresenta nel quadro della sicurezza nazionale. Collusioni, deviazioni, attività improprie alla legalità e tanto altro hanno fatto da cornice ad una insana percezione di cosa fosse questo “Organismo Istituzionale” e a cosa effettivamente servisse. Tra l’altro, credenze ed opinioni sfavorevoli si sono riversate sui Servizi sin dall'epoca della prima guerra mondiale, sicuramente di carattere esclusivamente militare piuttosto che civile e massmediatico, ma comunque profondamente avverso alle azioni e alle informazioni che questi fornivano ai comandi generali. Condizione che poi negli anni a seguire si sono continuamente riproposte senza risparmiare colpi e nuovi epiteti a discapito di strutture e agenti. Ne contiene infatti una profonda rappresentatività il periodo che intercorre dai primi anni cinquanta e fino agli anni novanta del secolo scorso, laddove i servizi segreti sono stati capro espiatorio per diverse situazioni e altrettanti soggetti dediti ad indicare un ente come colpevole, del quale ben si sapeva che mai avrebbero reagito, per effetto di istituzionalità e funzionalità, contro accuse per lo più infondate. Esempi ancor più lampanti di non colpevolezza o collusioni ne abbiamo avuto con le sentenze, diverse, degli ultimi decenni le quali dopo aver messo alla gogna servizi e agenti segreti finalmente hanno sentenziato la totale estraneità alle accuse loro mosse. A fronte quindi della letteratura avversa, presente nelle librerie e negli scaffali degli italiani, di libri che celebrano le più disperate deviazioni e che in pratica poco hanno offerto in termini di cultura, scientificità e conoscenza, abbiamo, noi italici lettori, cominciato a beneficiare di opere saggistiche che ben delimitano il raccontare una filmografia dalla realtà operativa e soprattutto conoscitiva dei Servizi di Informazione. Tuttavia e nonostante questi siano libri di una rilevanza culturale profonda e prepositiva poco vengono diffusi e soprattutto accettati dalla grande maggioranza dei lettori, ma ci confortiamo almeno nel sapere che questi esistono e rappresentano un vero contenitore di conoscenze, poi sarà impegno di chi sostiene questa cultura a diffonderli e farli conoscere. Ai testi benevoli esistenti occorre aggiungere l’impegno dello stesso organismo di intelligence nello sviluppare, promuovere ed incentivare sempre più la cultura di intelligence attraverso iniziative rivolte alle università e alle scuole, al fine che questi interagiscano in maniera accademica a diffondere la cultura di Intelligence, sia di conoscenza che di studi e ricerche. Siamo pertanto pronti ad affrontare un percorso molto più incisivo, grazie a queste iniziative, sulla conoscenza dell’Intelligence italiana e se ciò è vero allora non ci si poteva esimersi dal far nascere un libro che avesse ripercorso i tempi, le azioni, i contesti, le strutture e i personaggi che si sono occupati della sicurezza nazionale, argomentando in maniera totalmente o quasi diversa di come sino ad oggi sono stati raccontati. Il Volume “Intelligence e Sistema di Informazione nella Repubblica Italiana”, aggrega al suo interno alcuni percorsi i quali possono rivelarsi contributivi proprio verso quella cultura nazionale che oggi è ricercata ai fini della sicurezza; or dunque la storia, la cultura, l’evoluzione e i paradigmi scientifici presentati, desiderano accomunare un unico pensiero tra le mille opinioni che ancora oggi esistono sui nostri Servizi e soprattutto sull'attività da questi svolta. Oggi siamo proiettati come Nazione (e quindi come politiche interne ed estere) come Società (dunque come individui e scelte sociali) come Costruttori (pertanto come creatori di condizioni) verso un futuro il quale guarda più alla sintesi delle soluzioni strategiche piuttosto alla complessità delle analisi, per produrre un efficiente risultato sulle aspettative che speriamo si verifichino, ogni qualvolta cerchiamo benessere nelle cose che ci circondano, soprattutto nella condizione di vita collettiva. Ebbene quest’ultima, per quanto possa apparire distante la sua attinenza con la sicurezza nazionale tanto invece è pertinente ad essa e ancor più ad essa legata per generare altri presupposti occorrenti sia alla politica che al sistema di sicurezza del paese. Il pensiero unico nazionale, mi piace definirlo, ovvero quello status di coscienza collettiva e nazionale che ogni cittadino dovrebbe avere per generare sintesi di sicurezza e di benessere e a sua volta fecondare condizioni atte alla costruzione del futuro. Ecco, la cultura in questo caso rappresenta la conoscenza evolutiva e di trasformazione da uno stato quasi atavico della non noncuranza a quello straordinario e contributivo di creazione e di sviluppo. L’Intelligence e con essa l’istituzione che più di ogni altri utilizza questa attività, sono oggi le basi fondamentali per dirigerci verso obiettivi anche ambiziosi, ma per far ciò occorre che la politica, i suoi rappresentanti istituzionali e non per ultimo i cittadini, guardino di buon grado alla diffusione di questa cultura, la quale si presenta come strumento essenziale per la nazione intera, e in tutta probabilità lo è davvero. Quando le prime parole di questo libro hanno iniziato a vedersi impresse non hanno cercato il gioco della particolarità espressiva, piuttosto invece quella della quantità contributiva ad un percorso che sin da subito si è dimostrato difficile, ma gradevole nel percorrerlo; forse temerario nelle sue scelte scientifiche comparative, ma sicuramente umile nel proporne delle nuove; opinionistico per alcuni tratti, ma semplicemente dialogico per tanti altri. Nasce questo libro perché questa Istituzione è stata raccontata tanto ma raccontata solo per aspetti non gratificanti. Questo libro nasce perché dobbiamo e si deve affrontare il tema della scientificità dell’Intelligence e con essa la grande opportunità, oggi, di estendere questa cultura in ogni dove e luogo del nostro Paese. Il perché di questo libro probabilmente anche l’Autore lo sta cercando e chissà, forse lo troverà nella splendida condivisione e critica che i lettori vorranno su di esso riporre.

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